Il metodo Santomauro sta avendo un impatto che sembra andare oltre la semplice preparazione dell’Ammaccata. Sta contribuendo a modificare la percezione della tradizione gastronomica cilentana e potrebbe rappresentare un modello di recupero culturale di interesse per altre aree del territorio.

Non ho mai pensato che il mio lavoro potesse andare così oltre l’Ammaccata. Quello che faccio nasce dall’amore per la mia terra e dalla volontà di non far morire i sapori di nonna Teresa.

La formazione di nuovi artigiani

Consapevole dell’importanza di tramandare la sua conoscenza, Santomauro ha creato una scuola di formazione dove insegna il suo metodo a giovani pizzaioli. Questo approccio ha portato alla nascita di una nuova generazione di artigiani consapevoli, che combinano il rispetto per la tradizione con una comprensione scientifica dei processi.

“Non voglio che il metodo muoia con me,” spiega Santomauro. “Voglio che evolva, che si arricchisca dell’esperienza e della creatività di chi verrà dopo di me. La tradizione è viva solo se cambia mantenendo la sua essenza.”

La documentazione e la ricerca

Un aspetto fondamentale del metodo Santomauro è la sua documentazione rigorosa. Ogni fase del processo viene registrata, fotografata e analizzata, creando un archivio di conoscenze che rappresenta una risorsa inestimabile per la comunità gastronomica.

Questa attitudine alla documentazione ha portato alla pubblicazione di articoli scientifici e alla collaborazione con università e centri di ricerca, elevando lo status dell’Ammaccata da semplice prodotto alimentare a oggetto di studio accademico.

La valorizzazione del territorio

Il metodo Santomauro ha contribuito significativamente alla valorizzazione del territorio cilentano, creando un modello di sviluppo che unisce gastronomia, cultura e turismo sostenibile.

“L’Ammaccata non è solo una pizza,” afferma Santomauro. “È un’esperienza culturale che racconta la storia di un territorio. Chi assaggia la nostra Ammaccata non sta semplicemente mangiando, sta partecipando a un racconto che dura da secoli.”

Questo approccio ha attirato nel Cilento un turismo gastronomico consapevole, interessato non solo a degustare prodotti tipici ma anche a conoscerne la storia e il processo produttivo.

Riconoscimenti e prospettive future

Il metodo Santomauro ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio “The Best Pizza Identity” nell’ottobre 2024, che ha celebrato il contributo di Cristian Santomauro alla preservazione e all’innovazione della tradizione pizzaiola italiana.

Ma quali sono le prospettive future per questo approccio rivoluzionario alla tradizione?

L’espansione della ricerca

Santomauro sta attualmente lavorando a un progetto di ricerca che esplora le potenzialità nutrizionali dell’Ammaccata preparata con il suo metodo. In collaborazione con nutrizionisti e ricercatori, sta studiando come la combinazione di grani antichi, lievitazione lenta e cottura su pietra influenzi la biodisponibilità dei nutrienti e la risposta glicemica.

“Vogliamo dimostrare scientificamente ciò che la tradizione contadina sapeva intuitivamente,” spiega. “Che l’Ammaccata, preparata secondo determinati principi, non è solo buona ma anche salutare.”

La creazione di una filiera completa

Un altro obiettivo di Santomauro è la creazione di una filiera completa che vada “dal seme al piatto”. Questo progetto ambizioso prevede la coltivazione diretta dei grani antichi, la loro macinazione in un mulino di proprietà e la preparazione dell’Ammaccata in un unico circuito controllato.

“La vera innovazione del futuro è il controllo totale della filiera,” afferma. “Solo così possiamo garantire che ogni aspetto del processo rispetti i principi del metodo e i valori che lo sostengono.”

La diffusione internazionale

Il metodo Santomauro sta iniziando a suscitare interesse anche all’estero, con richieste di formazione provenienti da interlocutori di diversi paesi. Santomauro accoglie queste opportunità con entusiasmo ma anche con cautela.

“Il metodo può viaggiare” sottolinea “non si tratta di esportare una ricetta, ma un approccio, una filosofia che può adattarsi a diversi contesti mantenendo i suoi principi fondamentali.”


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